logo ombra
English Flag  EN
STORIES: Dawn Duncan, Trainer & Advisor
Pubblicata il 25/05/2022

Benvenut* in STORIES, un viaggio attraverso le storie di persone che hanno costruito il loro successo, passo dopo passo.

Lasciati ispirare e traccia il tuo percorso: c'è un mondo pieno di possibilità per far brillare i tuoi talenti.

Oggi è con noi Dawn Duncan, con la sua storia di ascolto profondo e apprendimento continuo.

Dawn vive secondo questo mantra: "Le parole hanno il potere di ferire o guarire; non sono mai neutrali. Sono chiamata a usare parole per guarire".

 

Benvenuta Dawn, vuoi presentarti?

Sono Dawn Duncan, professore emerito. La mia cattedra è legata ad Arti e Umanità: ho 3 diverse lauree (giornalismo, teatro ed educazione, inglese) e le ho usate tutte!

Ho iniziato a lavorare con Narrative4 tre anni prima di andare in pensione.

Continuo a facilitare, educare, insegnare...sono ruoli che mi permettono di usare le parole in modo potente. Amo le persone e voglio usare le parole in modo che aiutino davvero l.

 

Puoi dirci qualcosa di più sul tuo lavoro e su Narrative4?

Conobbi, Colum McCann, il presidente di Narrative4, quando insegnavo letteratura.

Vidi ciò che stava facendo usando il potere delle storie e decisi di portarlo in Università: volevo che  i miei studenti non solo vivessero lo scambio di storie ma che si formassero anche per facilitare!

Insegnavo in Minnesota e pensai "qui possiamo fare qualcosa". Così, con i miei studenti, mettemmo insieme  immigrati, rifugiati e la popolazione caucasica, per creare uno scambio di storie che avrebbe aiutato a ridurre l'ostilità tra le diverse comunità. L'ascolto e la comprensione reciproca furono proprio facilitati attraverso il racconto delle storie personali. 

Ed fu potente!

La BBC fece risuonare ciò che stavamo portando avanti e ciò contribuì a cabiare gli atteggiamenti, aiutando le persone a comprendere che ciasucno, nella sua unicità, qualsiasi sia la sua etnia, porta un valore aggiunto alla comunità.

Ora non lavoro più con i miei studenti. Sono una Master Practitioner in Narrative4 e sono chiamata a formare altre persone a facilitare e come consulente per College e Università. Lavoro anche come volontaria nelle comunità. 

Lavoro molto online, perché è un ottimo modo per raggiungere le persone di tutto il mondo! Con N4 siamo ormai arrivati in quattri continenti e i nostri numeri continuano a crescere: il bisogno è grande. 

Lo "scambio di storie" può essere utilizzato ovunque, con chiunque, ma i giovani adulti sono il nostro focus: vogliamo che la prossima generazione di leader sappia esercitare l'Intelligenza Emotiva e l'Empatia per essere in grado di risolvere i problemi.

 

Quali talenti deve avere (e allenare!) una buona facilitatrice per essere in grado di gestire correttamente le persone?

Anzitutto deve mettere da parte il proprio ego: bisogna essere disposti a far sentire ogni persona nella stanza più importante di noi. È lo stesso principio che porto con me in aula: voglio che ogni studente sappia di essere capace e di trovare la propria voce.

Poi è necessario avere una genuina curiosità. Io, è vero, ho studiato molto. Ma se non fossi aperta a nuove esperienze e nuovi apprendimenti non potrei assolutamente fare questo lavoro.

È anche necessario avere cura delle persone. E' fondamentale concentrarsi sull'altro,  essere completamente presente, mettendo tra parentesi tutte le altre cose che ci sono accadute. Narrative4 mi ha insegnato ad ascoltare diversamente. Mi ha insegnato l'ascolto profondo; mi ha insegnato a rallentare.

Infine, penso che l'abilità con le parole sia importante: espandi il tuo vocabolario e conosci il tuo pubblico!

 

Cosa intendi per successo e cosa per fallimento?

Successo e fallimento sono legati insieme e ne ho avuti in abbondanza!

Il fallimento è quando non ti riprendi e dai la colpa della tua caduta ad altre persone o a eventi esterni .

Ho spiegato spesso ai miei studenti la differenza tra eccellenza e perfezionismo: se sei un perfezionista non permetti la critica, mentre se cerchi l'eccellenza sai di poter sempre fare meglio e accetti la critica e cresci! E questo è collegato con la resilienza e il successo: alzati, vai avanti e impara!

Non misuro il successo in base alla posizione o al denaro, ma in base allo scopo e al suo raggiungimento per un bene migliore.

 

Quando è troppo tardi per cambiare?

Quando sei morto! Non è mai, mai troppo tardi.

Sono stata una professionista del teatro per circa 10 anni, eppure non sentivo che fosse la mia strada. Mio marito mi chiese: "Cosa ti piacerebbe fare se potessi fare qualunque cosa?" Io risposi: "Vorrei essere una professoressa di inglese".

Lui mi disse: "Beh, vai e fallo, e anche se non hai ancora una laurea in inglese, trova un modo per farlo!". Così ottenni il mio dottorato. Lo feci più tardi di altre persone, ma sento che avere vissuto in precedenza la vita dell'Accademia mi ha permesso di essere una insegnante migliore. 

Possiamo sempre diventare la persona che vogliamo essere. Dobbiamo solo avere essere abbastanza determinazione per fare il primo passo.

 

Un'ultima riflessione che vuoi condividere con noi?

Ok, ne farò due :-)

Una l'ho già detto ed è il mio mantra: "Le parole hanno il potere di ferire o guarire; non sono mai neutrali. E io sono chiamata a usare parole che guariscono".

L'altra è un'immagine. La cosa con cui veramente risuono ora è un albero di cedro: ha una corteccia ruvida ma morbida e fornisce riparo a molte creature; è bello nella sua forma vivente, ma anche quando si ammala. Nel momento in cui pensi che non abbia più alcun uso, diventa effettivamente un incredibile contenitore, un pezzo di mobile, o un oggetto per gli altri.

Penso al mio corpo, alla mia vita e penso all'albero di cedro: abbiamo sempre un uso. 

 

Le parole sono state tratte dall'intervista video con Dawn.

STORIES è un progetto sociale che mira ad aprire nuove prospettive a coloro che desiderano vederle.

STORIES è un progetto che ha l'ambizione di ispirare ogni persona a scoprire, coltivare e far brillare i propri talenti

Possiamo lasciare il nostro segno nel mondo in molti modi.

Ogni impronta, se costruisce per noi e per gli altri, ha uguale importanza.

NOME*
COGNOME*
Email*
TELEFONO*
Consigli di Lettura: l’"Atlante della Complessità" di Enrico Cerni Ho scoperto Enrico Cerni con la sua pubblicazione “Dante per manager”, in cui l’autore, con acume e originalità, accompagna lettori e lettrici alla scoperta dell’arte del “gestire” attraverso la Divina Commedia e i suoi personaggi, dove la meta finale resta il Paradiso, il regno delle virtù aziendali, in cui i beati sono modelli di comportamento, medievale e contemporaneo. Leggere i testi di Enrico è aprire un dono, che fa ai lettori, offrendo la sua amplissima competenza linguistica e di contenuto e la capacità di rendere concetti complessi accessibili, favorendo una riflessione profonda e stimolante, mai banale.   Non potevo proprio farmi mancare la sua più recente pubblicazione, l’"Atlante della Complessità"!    Nel mio percorso di lettura dell’ultimo testo di Enrico, ho trovato nuove riflessioni e un metodo che desidero condividere non solo per la loro bellezza e utilità, ma anche per il modo in cui risuonano con il mio approccio alla vita e al mio lavoro di coach. Citarle tutte è impossibile nello spazio di un blog! Per questo ne ho selezionate alcune. La struttura del libro, anzitutto, consente una navigazione a libera scelta: un approccio che responsabilizza chi legge, rispettandone ritmo, passo ed emozioni. Ognuno può esplorare le varie “rotte della complessità” in modo unico e creativo. Questo è esattamente il modo in cui credo che si debba affrontare il cammino verso la conoscenza e la consapevolezza: con apertura e rispetto per il proprio battito interiore, un po’alla volta, ogni volta con qualche strumento nuovo, ogni volta da una prospettiva differente, navigando, con equilibrio tra agio e sfida, nel flusso della scoperta. Anche le citazioni e la bibliografia presente in chiusura raccontano dell’originalità e della professionalità dell’autore, alimentate dalla sua cura per chi legge.   Tra le rotte analizzate, mi hanno molto colpita quella dedicata al feedback, in cui l'autore fa un innovativo riferimento al concetto di “pharmacon”, che è  “un po’medicamento e un po’ veleno; in parte antidoto e in parte tossina”. Come ogni rotta della complessità anche quella del feedback e ‘innervata di incertezza: quando agiamo non conosciamo l’output del nostro interlocutore! E l’incertezza, sempre presente dietro le quinte della complessità, ci ricorda che essa non è mai statica e che porta in grembo, al tempo stesso, ciò che ci attrae e ciò che ci respinge: il rischio e l'opportunita' quella dedicata ai sistemi e all'interconnessione, temi a me cari, che riprendono l'idea che ogni nostro gesto ha effetti che si estendono oltre la nostra comprensione immediata.     Il libro ci mostra come la complessità possa essere abitata, non dominata. Spesso invito i miei Coachee a “stare dentro” il flusso, lasciando uscire naturalmente pensieri ed emozioni, senza incasellarli da subito(come il nostro pensiero sequenziale ci porta a fare!), senza timore di perdersi, fidandosi del processo che li accompagnerà disvelare ogni volta in modo nuovo e unico. Cerni, in modo analogo, invita lettori e lettrici, nella rotta del metodo, ad avere dei riferimenti e ad essere pronti, al tempo stesso, ad andare oltre:  “methodos è il sentiero da percorrere per andare in un determinato luogo…significa ricerca, investigazione…chi vuole cercare deve possedere una via e andare oltre la stessa…il metodo non e’ schema rigido, non e’ standard”.   In tutta questa positività, l’unico aspetto su cui mi sento di lanciare una sfida all’autore dell’”Atlante della complessità” è la proposizione di elenco delle rotte che si intersecano alla fine di ogni capitolo. Anche se intuitivamente apprezzo il suggerimento, mi chiedo: perché indicare questi intrecci se la bellezza della scoperta e i suoi percorsi sono squisitamente individuali? Ogni lettore ha il proprio percorso unico e le possibilità di intrecci e prospettive sono potenzialmente infinite.   In conclusione, Cerni tratta tematiche complesse srotolando matasse con amore, competenza, professionalità e una leggerezza poetica che rende la lettura (o meglio, la navigazione!) non solo informativa, ma anche particolarmente piacevole. Navigazione che, se interiorizzata, esprime anche il suo potenziale trasformativo: Il viaggio nella complessità diventa un viaggio interiore, nel primo sistema complesso che abitiamo: noi stessi.   In un mondo VUCA (Volatile, Incerto, Complesso e Ambiguo), la capacità di affrontare la complessità è una competenza fondamentale che possiamo tutti coltivare. Abitare la complessità significa abbracciare l'incertezza e riconoscere che non esiste una verità unica, ma una molteplicità di prospettive che rendono il nostro viaggio insieme sorprendente e ricco di significato. Buona lettura!

Leggi di più



contatti 3491719446 Linkedin