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#Coaching4gamechangers: cavalcare la trasformazione allenando i talenti
Pubblicata il 25/05/2022

Intervista a Giulia Astrella, professional certified coach e co-creatrice di #coaching4gamechangers

 

Siamo due coach, ciascuna con la sua azienda, tanta voglia di fare e un obiettivo comune: dare ai gamechangers gli strumenti per cavalcare l’onda della trasformazione. Ti va di raccontare come è nato #coaching4gamechangers? Perché lo vogliamo ‘portare al mondo?

 

Hai ragione siamo due professioniste, entrambe con la propria azienda ma sia tu sia io crediamo nella potenza della collaborazione e del mettere a sistema i talenti! 

 #coaching4gamechangers è nato un giorno, in un bar, mentre stavamo bevendo un cappuccino.

Abbiamo iniziato a chiacchierare delle rispettive esperienze con l’intelligenza Artificiale e con l’Intelligenza Emotiva, ci siamo fermate un attimo e ci siamo dette:

 

“Ma perché le persone devono sentirsi sopraffatte dalla tecnologia? Perché non rendere evidente, soprattutto in un periodo di digital trasformation, che la tecnologia a servizio dell’uomo porta il beneficio di una intelligenza aumentata? E’ un amplificatore di possibilità: di vedere e sperimentare. Per agire in modo più performante e in uno stato di benessere”.

 

Così abbiamo deciso di provare a mettere a sistema tool di intelligenza emotiva e di intelligenza artificiale come strumenti funzionali alla crescita, all’empowerment e alla trasformazione di persone e organizzazioni: è nato il progetto #coaching4gamechangers.

 

#coaching4gamechangers è un percorso che attiva sinergicamente strumenti per lavorare sull’intelligenza emotiva e di intelligenza artificiale per allenare i comportamenti. Qual è il ruolo e il senso del coaching in tutto questo?

 

Il coaching è alla base di tutto, perché crediamo fortemente nella sua potenza.

E' stato ed è tuttora al centro dei nostri percorsi personali e professionali: è il nostro stile di vita e doveva essere il protagonista del nostro progetto.

 

Il coaching permette di far crescere la consapevolezza sui comportamenti che il partner di coaching mette in atto durante l’allenamento sulla piattaforma di intelligenza artificiale.

La piattaforma propone 4 situazioni di allenamento con 16 milioni di combinazioni possibili, che cambiano casualmente

  • ad esempio nell’opening (l’interlocutore virtuale, che è una persona in carne e ossa, a volte arriva carico di positività all’incontro con il partner di coaching, perché poco prima ha organizzato una cena con amici; oppure frustrato, perché si sente sommerso di cose da fare e a corto di tempo per portarle a termine)
  • e poi, sulla base delle interazioni con lui , attraverso le risposte che il partner di coaching dà alle sue domande (o in base alle reazioni alle sue provocazioni). Insomma moltissime combinazioni che cambiano…

 

Le situazioni di allenamento sono quelle che ciascuno di noi si trova ad affrontare costantemente nel lavoro (e anche nella vita, sebbene in forma differente!): negoziare un obiettivo, dare un feed-back, verificare le priorità, delegare un task.

 

Il coaching prende avvio dalla visione congiunta di coach e partner di coaching del real-time playback, ovvero di ogni passo dell’interazione avuta nella singola situazione, registrata dalla piattaforma sia nelle immagini sia nelle parole usate dal partner di coaching e dal suo interlocutore virtuale.

Il coach e il partner vedono i momenti in cui le performance sono state più alte o più basse e, attraverso un processo creativo orientato a massimizzare il potenziale del partner, il coach stimola l’apertura di nuove prospettive e la valutazione di possibili comportamenti alternativi (che il partner potrà applicare nelle successive sessioni di training con la piattaforma, per verificare l’evoluzione della propria efficacia relazionale-comportamentale).

 

Per l’intelligenza emotiva partiamo da assessment specifici, orientati a misurare la forza relativa dei muscoli emozionali del partner di coaching (in termini di consapevolezza delle proprie emozioni, della capacità di riconoscere e disinnescare pattern comportamentali e molto altro) per accompagnarlo, facendo inizialmente leva sui muscoli emozionali più allenati, verso un percorso di crescita, di consapevolezza ed empowerment che lo condurrà a rafforzare indirettamente anche i muscoli più deboli.

 

Partiamo dal positivo per limitare la fatica e massimizzare l’efficacia. E celebriamo ogni risultato raggiunto, ogni passo fatto.   

 

Quali sono i ruoli della tecnologia e dell’uomo?

 

Adoro questa frase di Marianne Williamson: “La nostra paura più profonda non è essere inadeguati. La nostra paura più profonda è essere potente oltre ogni limite”.

Mi piace perché noi stiamo attribuendo alla tecnologia un potere immenso ma in realtà l’uomo è molto più potente perché senza l’uomo la tecnologia non ci sarebbe. Nel nostro progetto noi utilizziamo la tecnologia come mezzo e non come fine. L’uomo è al centro: ha talenti che le macchine non hanno, ha skills che le macchine non hanno. 

Crediamo fermamente sia necessario partire da questa consapevolezza.

 

Come collocheresti #coaching4gamechangers nella digital transformation?

 

Mi collego a quanto detto sopra. La trasformazione digitale deve essere vissuta come una opportunità ed essere promossa dalle aziende come una opportunità. Altrimenti gli ingranaggi del sistema si incepperanno e i nuovi approcci tarderanno a partire perché incontreranno resistenza.

#coaching4gamechangers è anche un modo per avvicinare l’uomo alla tecnologia e mostrare, concretamente, come può essere usata per potenziarsi.

 

A chi consiglieresti di scegliere #coaching4gamechangers? Ci sono figure professionali o tipologie di aziende in cui può esprimere meglio il suo potenziale?

 

Vorrei dire che il progetto si può applicare a tutte le figure professionali o tipologie di aziende, perché ci credo moltissimo e può effettivamente essere declinato in modo efficiente ed efficace per tutti.

Tuttavia, i primi a cui consiglierei #coaching4gamechangers sono gli eroi quotidiani, chi ha voglia di fare, di crescere, di vivere con pienezza la propria esperienza lavorativa e personale.

Lo consiglio a chi ha il coraggio di scegliere davvero, a chi decide di mettersi in gioco, perché ha compreso che è l’unico modo, in un mondo liquido, per poter guardare avanti. E crescere. Per essere protagonista e non comparsa. Per prendersi il successo ed esprimersi sempre con maggiore potenza. 

 

Cosa ha #coaching4gamechangers di unico rispetto agli altri percorsi di coaching?

 

  • #coaching4gamechangers armonizza 4 elementi importanti: intelligenza artificiale, intelligenza emotiva, musica e coaching
  •  è stato progettato da due professioniste che conoscono bene le dinamiche aziendali
  • è un progetto dinamico, vivo!

 

Ti va di chiudere con una ‘frase a effetto’? Perché non si può fare a meno di #coaching4gamechangers?

 

Credo fermamente che questo progetto avrà successo. Mi rivolgo ai lettori: 

Volete guidare la trasformazione, avere successo e cavalcare l’onda del cambiamento – invece che esserne travolti? Salite a bordo del progetto #coaching4gamechangers?”

 

 

Ringrazio Giulia per il tempo e l’energia che ha dedicato a questa intervista e per la passione che la anima nel suo lavoro.

Grazie a chi ha letto tutta l’intervista e a chi avrà voglia di farmi avere commenti!

Per avere più informazioni scrivete a coaching4gamechangers@gmail.com

 

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