Conosco Ennio Armato, Branch Manager di IFF, da oltre 10 anni. 

Quando mi ha illustrato il suo progetto di webinar dedicati al racconto del vissuto della fase 1 COVID e mi ha chiesto se desiderassi partecipare non ho avuto dubbi.

 

Insieme alla sua squadra, di grande valore professionale e di spessore umano, Ennio ha condotto uno studio su 5 Country Europee  e negli USA per rilevare esperienze, paure, speranze delle persone.

 

Nella visione di Talent Up, sintetizzata dal modello strategico, tutto parte dalle persone e dall’ascolto attivo. Per generare consapevolezza, empowerment e impatti positivi su performance e benessere aziendali e personali attraverso la sinergia, unica, di tecniche, strumenti, competenze.

 

 

Come avrei potuto lasciarmi sfuggire l’opportunità, peraltro interculturale, di leggere le evoluzioni sociali, dei bisogni, delle aspettative, del linguaggio…attraverso la lente dell’approccio innovativo alla  ricerca promossa da IFF?

Eccomi qui, dunque, dopo il webinar, a raccontarvi di tecniche che vivono bene nella liquidità dei nostri tempi, dei risultati dell’indagine e dei rischi e delle occasioni da cavalcare, su cui i dati e le parole raccolti mettono luce. 

 

A proposito di innovazione nella ricerca lascio la parola a Ennio. Che tipologia di domande avete somministrato? Quali sono gli strumenti innovativi che avete utilizzato? 

 

Viviamo in un momento storico in cui fare ricerca non è certo semplice: pensa a cosa significhi condurre interviste individuali in presenza o Focus Group con il distanziamento sociale!

La tecnologia ha abilitato nuove modalità di interazione, peraltro sempre più ampiamente utilizzate in questo periodo, e noi abbiamo deciso di fare leva su di esse, a partire dai Social Media.

La nostra soluzione di ascolto (non è pura raccolta dati, perché permette interazione in real time!) si chiama Cube Survey e può raggiungere persone in tutto il mondo, attraverso dei semplici post.

Per questo studio nello specifico abbiamo coinvolto le 5 major Countries Europee e gli USA e somministrato due domande aperte e una chiusa, orientata a misurare il livello di “ottimismo” in relazione al futuro.

 

Ennio, approfitto della presenza di Alessandro Imborgia, Business Development manager di IFF, per approfondire il racconto di Cube Survey. Alessandro ci racconti qualcosa in più su come funziona? 

 

Cube Survey rende possibile l’impossibile: con gli sponsored posts riusciamo a intercettare target che solitamente non si possono reperire sui panel. Il reperimento amplifica la sua potenza anche grazie alle condivisioni che gli utenti stessi fanno con chi ha caratteristiche / interessi simili ai loro.  

C’è un importante studio nella progettazione del post, dall’immagine usata alla call to action:  tutto deve funzionare in modo coerente e sinergico per incentivare il target (giusto) a interagire. 

Per l’indagine “Quarantine Voices” abbiamo usato l’immagine della maschera di Decathlon!  

 

 

 

Mi date il permesso di pubblicare un piccolo estratto del webinar a cui ho partecipato come relatrice? Credo sia una occasione preziosa poter ascoltare dalle vostre voci cosa avete fatto, come lo avete fatto e, perché no, per leggere anche qualche numero!

Invito i lettori a prendersi 5 minuti e godersi il video (in lingua inglese, dato il contesto internazionale di indagine e webinar).

 

 

 

 

E ora veniamo a noi, ai risultati dello studio. 

 

Come abbiamo letto i dati della ricerca in Talent Up?

 

Abbiamo deciso di procedere in modo qualitativo, per far emergere l’essenza.

La Big Picture.

E fare da apripista agli altri protagonisti coinvolti nella maratona digitale di IFF, perché potessero concentrarsi su dettagli numerici, differenze culturali, approfondimenti verticali.

 

Quali informazioni abbiamo ricavato? 

 

  • Il 70% dei rispondenti ha indicato almeno 1 aspetto positivo del periodo di quarantena!

Cosa significa? Che abbiamo naturalmente dentro di noi la capacità di trasformare i problemi in opportunità; di riuscire ad ampliare le prospettive e vedere oltre, altro.

 

 

 

  • Le differenze culturali esistono ma ci sono aspetti che ci accomunano in quanto esseri umani:
    1. Il bisogno di trovare il nostro centro, il nostro equilibrio, ad esempio. La sintonia con il contesto in cui viviamo, con quello in cui lavoriamo.
    2. L’adozione di ritmi e di modalità di lavoro che rispettino la natura: la nostra, di esseri umani e quella che ci accoglie, in cui siamo immersi. L’energia a disposizione è sempre la stessa e se non la ricarichiamo di esaurisce!
    3. Il work-life balance potrebbe non essere più una issue: contesti di lavoro in cui l’individuo si può esprimere, può gestire il tempo (ad esempio tramite l’integrazione dello smart working e di tool digitali per la gestione della distanza), è riconosciuto sono parte integrante della vita e della soddisfazione.

 

  • A nessuno fa piacere sentirsi ammanettato. A nessuno fa piacere sentire che la propria libertà viene limitata, se percepisce, anche solo lontanamente, che questo è frutto di scelte arbitrarie o contestabili. Interventi drastici, mancate risposte, comunicazioni farraginose, promesse non mantenute, verbi al condizionale e larghi sorrisi accompagnati da frasi fatte e da PNL mal utilizzata parlano di dittatura. Generano malcontento e potenziale mancato rispetto anche delle norme definite per il bene di tutti.

 

 

So what?

 

  • Potenziatevi e potenziate le persone che sono il cuore pulsante dei vostri team e delle vostre aziende! Partite dall’ascolto, vero, profondo, attivo, perché è da li che vedrete le opportunità ed su quelle basi che potrete costruire la coesione e l’engagement, indispensabili per performare e generare benessere!

 

  • Introducete nelle vostre aziende, nelle vostre famiglie modelli che riconoscano il valore di ciascuno, gli consentano di esprimersi, di crescere, di costruire. Con i tempi che servono, eliminando le ridondanze, introducendo strumenti e modalità di connessione e relazione al passo coi tempi,, facendole coesistere con la relazione in persona. Integrando. Ragionando in ottica inclusiva e aperta, non esclusiva e di controllo: non è più tempo di autoritarismo e giudizio. Non è più efficace e anzi, può essere dannoso.

 

  • Comunicate in modo chiaro e diretto; condividete il purpose, le motivazioni. Se capiamo il perché, possiamo accogliere qualsiasi istanza, anche la limitazione della nostra libertà. Ma se non ci viene spiegata la motivazione per cui sentiamo di fare delle rinunce o che inducono anche solo dei cambiamenti di routine, ne rifuggiamo.

 

 

 

Per il 12% le relazioni sociali, alla ripartenza peggioreranno.

Forse c’è il timore che “gli altri” non rispettino le regole e che si torni in lock down e che ciò generi spirali di aggressività? O di trovarsi in situazioni di rischio per la salute e la vita stessa? Oppure si teme che gli abbracci non potranno più essere quelli di prima?

 

La scelta di come saranno le relazioni sta a noi. A ciascuno di noi.  

 

Non ho mai creduto nello slogan “Andrà tutto bene”. Credo molto invece nell’ “andrà come la faremo andare”. Con il nostro impegno, il nostro coraggio, il nostro senso civico, per quanto sta nella nostra sfera di influenza. 

Abbiamo l’opportunità di rifondare modelli relazionali e culturali, per dare una prospettiva di vita e prosperità a noi stessi e ai nostri figli.

 

Carpe diem.   

 

 

 

 

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Non esitare a contattarci per avere ulteriori approfondimenti o chiarimenti a barbara@talent-up.it

 

La missione di Talent Up è riconoscere, far esprimere, aiutare ad emergere, potenziare i talenti. Personali e organizzativi. Per generare benessere e performance. Nutrirli e farli crescere.

Utilizziamo coaching, intelligenza emotiva, intelligenza artificiale, strumenti di consulenza manageriale e canvas di creatività.

Copriamo tutto il percorso, dall’inizio dell’ascolto, dalla mappatura del T0, alla definizione/ottimizzazione di visione, missione e strategia, sino all’implementazione dei piani di azione, di formazione ed empowerment.

Gli strumenti a cui facciamo ricorso consentono di misurare l’impatto delle scelte sulle performance e l’evoluzione dei risultati.